Tutto quello che mi passa per la testa e molto altro ancora!!
Friday, May 15, 2009
I bambini e la vocetta
Avete presente quella vocetta strana che aleggia matematicamente sempre in prossimità di un pupo? No, non dico la vocetta infantile ed innocente del pargolo che racconta la sua storia ed esprime le sue ragioni… quella non è strana, quella è musica! Io intendo quella vocetta palesemente d’adulto ma storpiata in uno stropicciato cuci cuci cuci… Ecco, quando sento questa vocetta, la domanda mi sorge spontanea… ma i piccoli pargoli che si vedono questi adulti davanti alla faccia almeno 22 ore su 24 e che gli parlano in quel modo stridulo e per monosillabi… cosa mai penseranno? Secondo me, se le loro anime non fossero ancora così candide per poter concepire delle imprecazioni, un mavaff… ci starebbe tutto. Perché sì, perché non sono mica scemi! Sono solo piccoli, nel fiore degli anni… e io me li immagino come il neonato della Warner, magari senza sigaro, ma con lo stesso vocione da uomo maturo che prima o poi, sazi di questo teatrino, ingiungeranno ai loro cari di piantarla di trattarli come dei poveri idioti! Poi, sempre in tema di comunicazione alternativa, mi è partito un collegamento mentale a quelle persone, in genere anziane, che si rivolgono agli extracomunitari parlando rigorosamente con i verbi all’infinito. Finché sono anziani, fanno quasi tenerezza, perché sembra che vogliano assistere il loro interlocutore ed aiutarlo nella sua difficoltà. Però, anche qui, la domanda sorge spontanea… cosa diavolo penseranno di noi?!?
Che? Il Blog? Err… ma ce l’ho ancora? ^^” Già… non scrivo da tre mesi… ma non è colpa mia! E’ che in ufficio, a fine anno, hanno avuto la brillantissima idea di togliere al mio stimatissimo PC la connessione a Internet, cosa che ha pregiudicato non poco la mia politica del “carpe diem”: cogli l’attimo ispirato e spacca! :-p Devo aggiornarvi. Miei cari ed esimi lettori che vi sarete stancati di collegarvi a questo modesto blog e di non trovare altro che gli auguri di natale di eoni fa, chiedo venia! Ma non faccio promesse che non potrò mantenere: se scriverò potrete leggere, se non scriverò potrete continuare a lanciarmi i vostri improperi. Cosa è successo negli ultimi tre mesi… mah, niente di che, a parte che il mio piccolo Tobia è diventato un signorino - il 15 di gennaio ha compiuto un anno - e che la ricerca della casa è cominciata! Su questo ultimo argomento potrei scrivere un trattato filosofico di immense proporzioni. E credo proprio che lo farò, perché non posso lasciarmi sfuggire l’occasione di fare le veci del buon vecchio Darwin e descrivere con minuzia di particolari la specie Homo (Dis)Habilis Immobiliaris. Anzi, comincio subito, memore della succulenta esperienza di sabato. Gli agenti immobiliari sono una categoria che forse non tutti hanno avuto il privilegio di conoscere. Si distinguono per la loro spiccata eloquenza, per il gusto nel vestire, per l’ampio parco macchine, e per l’innata capacità di vendere anche la propria madre pur di concludere un contratto. La prima cosa da sapere quando si ha a che fare con un soggetto di questo tipo è: mai credere a quello che dicono. Delle autentiche bettole diventeranno delle regge degne di Napoleone, ed i loro ampi spazi vi permetteranno di avere un’idea nuova della casa moderna, essenziale e di 1 metro per 2… il ragazzo di campagna di Pozzetto era un valido precursore di quello che sarebbero state le case appena approdati nel duemila. L’Homo Immobiliaris può essere distinto in due categorie: l’impresario e il venditore. L’impresario per eccellenza porta abiti di discutibile raffinatezza, e costituisce una concretizzazione del proverbio: l’abito non fa il monaco. Ad una prima occhiata risulta sfatto, o esageratamente eccentrico, ma appena si lascerà andare alla descrizione dei propri gioielli della tecnica, gli occhi gli si illumineranno ed una strana bavetta apparirà all’angolo della bocca. La principale peculiarità dell’impresario è quella di essere perfettamente consapevole di quello che ha creato e della qualità tecnica della sua opera, e per questo motivo irremovibile sul compenso che ne deve ricevere. Nemmeno le più velate minacce di scapparsene a gambe levate a fare affari con chicchessia farà loro cambiare idea riguardo al prezzo. Il venditore, invece, è la serpe in seno della razza. La pecora nera, per così dire. Il ventiseiesimo cromosoma fallato. Il venditore per eccellenza appare imbellettato ed incipriato, profumato, lavato e stirato… nei casi più squallidi anche abbronzato, ed è impossibile non percepire l’aura di fascino che cerca di emanare. In viso un sorriso sornione deforma i suoi lineamenti, facendo credere a chi lo osserva che quello non sia un sorriso, bensì una paralisi. Le sue scarse facoltà mentali lo portano a dar ragione al cliente sempre e comunque, anche nel caso di palese contraddizione, volontaria o casuale. I suoi prodotti saranno sempre i migliori, i più belli, i più grandi, i più tecnici, o più moderni… ma anche i più costosi: almeno 30 o 40 mila sacchi in più rispetto a quelli degli altri, malgrado basti una superficiale analisi per dedurne non solo la scarsa qualità, ma anche lo scarso valore. Il suo tallone d’Achille? Una domanda basilare quando meno se l’aspetta: cadrà ai vostri piedi, ce l’avrete in pugno, e dal quel momento avrete tutto il tempo che vi serve per studiare il modo più sadico per rispedirlo al mittente. Ma lo studio di questa affascinante razza non ci conclude qui. Questi sono solo i primi tratti distintivi per consentirvi di entrare nel climax e di iniziare ad individuare isoggetti di questo tipo tutto attorno a voi. Diciamo che vi ho fornito un’infarinatura. E’ un gioco molto divertente. Ma molto più divertente per chi sta fuori, che per chi sta dentro, ahimé! -_-“
Ieri sera ho visto delle immagini in TV che mi hanno profondamente toccata. Continuo a ripensarci. Il giornalista diceva che era un’autostrada di Santiago del Cile, ma avrebbe potuto essere benissimo la A4 Torino-Venezia. Un fiume di macchine percorreva il lungo serpente d’asfalto, quando ad un tratto una macchiolina scura compare dal lato della carreggiata e l’attraversa. E’ un attimo. La macchiolina viene travolta e sbalzata di qualche metro. Devo dirvelo io cos’era quella macchiolina? Era un cane. Dopo qualche minuto compare un’altra macchiolina sempre da lato di quella maledetta carreggiata che fa la stessa cosa, ma in modo più cauto. Raggiunge la prima macchiolina, la prende con la bocca e la trascina sul bordo della strada, al sicuro da quei mostri che sono le auto, ma ancora di più le persone che ci sono dentro. Dire che mi ha toccato non rende minimante l’idea. I cani si distinguevano perfettamente, e in quell’arrancare del secondo cane, nel tentativo di tirare un salvo il primo c’era tutta la dolcezza che non si può non cogliere in quegli splendidi animali. Le bestie non sono loro, siamo noi. Noi abbiamo il coraggio di passare accanto a persone in difficoltà senza degnarle nemmeno di uno sguardo. Loro, nell’immensa dignità che li contraddistingue, sono pronti a rischiare la loro vita per mettere in salvo quella di un altro. Che sia un cane, che sia il loro padrone. Ma sarebbe degno, questo padrone, di un tale atto di incondizionato amore?
Come potevo non mantenere la mia promessa?? C'ho messo un po' di più perché il modello è reticente a farsi fotografare quando non è al top. XD Nana nana nana nana nana nana nana nana Bat Dog (chorus) Bat Dog Nana nana nana nana nana nana nana nana Bat Dog (chorus) Bat Dog Bat Dog Bat Dog Bat Dooogggg
e... Tobia, il cucciolo più cow-boy che ci sia! Yeahhhh!
Ma… ma… ma che cos’è tutta quella roba lì? Ma è tutto bianco… ahi… mi fa male agli occhi… ahi… ma è anche fredda… ahi… le mie povere zampine… ahi… magari se la spavento… bau bau bau bau bau… va via… bau bau bau bau bau bau…
… e dopo pipì e popò non è stato difficile appurare che quella distesa bianca non se ne sarebbe andata, nemmeno se Bat Dog fosse entrato in azione… … ma per la storia di Bat Dog vi rimando alla prossima puntata, magari con tanto documentazione fotografia a supporto… ;-p